Medioevo e periodo patriarcale


Il periodo più florido della soria di Gemona è però rappresentato dall’amministrazione del Patriarcato
di Aquileia (1077-1420), istituzione che tuttavia durò formalmente sino al 1751.
Diventata feudo ministeriale sotto la signoria di una famiglia nobile, Gemona del Friuli si trasformò
in liberà comunità, come attesta un trattato del 1189. Cinque anni prima il patriarca Gotofredo
aveva ottenuto il permesso dell’imperatore Federico Barbarossa di istituire un mercato,
concedendo metà della muda (dazio di confine) al Conte Enrico del Tirolo. L’autorità del conte terminò
verso la metà del XIII sec., quando il patriarca concesse il diritto del “Niederlech”, dal tedesco
“Niederlungung” (scaricamento), che era il dazio di deposito forzato per cui tutte le merci che
provenivano dalla Carinzia per Venezia dovevano sostare per un giorno ed una notte, essere scaricate
e ricaricate per poi ripartire. Si capisce che tale diritto favorì la crescita economica di tutta quella serie
di categorie legate all’ospitalità ed all’assistenza tecnica dei mezzi di trasporto.
Fu il periodo in cui aumentò la comunità dei senesi che andarono a vivere a Gemona.
Quasi contemporaneamente però iniziarono gli screzi, trasformati in veri e propri scontri,
con Venzone e “Sclusa” (Chiusaforte). Nel 1279 gli appalti dei dazi di Gemona, di “Chiusa”
e di Tolmezzo furono concessi ai fiorentini, che forse portarono con loro i germi delle lotte fratricide,
dato che i gemonesi si divisero in due fazioni  che nel 1305 ingaggiarono uno scontro aperto
con morti e feriti. Forse questa debolezza interna permise nel 1313 al conte Enrico di Gorizia
di impadronirsi, sebbene per poco, di Gemona.

La cittadina però dovette affrontare anche epidemie (peste gialla 1334, 1383) me calamità naturali
(terremoto 1348). Questo non impedì però un’espansione edilizia ed un’accresciuta importanza politica,
tanto che nel trecento visse il suo periodo più florido ed occupava il terzo posto nel Parlamento Friulano.
Importanza da dividere con Venzone, che ottenne la separazione dalla Pieve Matrice di Gemona,
pur riconoscendole, devozione con una processione nel giorno dell’Assunta.