I gemonesi nell'arte

Già alla fine del 1800, don Valentino Baldissera, intendeva istituire, all'interno del piccolo museo cittadino, una pinacoteca in cui raccogliere un “ ricordo personale ” di ciascuno dei “ trenta e più artieri ” di Gemona (pittori, architetti, decoratori, riquadratori) con i quali egli era in contatto.
Oltre ai buoni propositi di recuperare testimonianze del passato, Baldissera avvertiva anche la necessità di documentare la sua contemporaneità attraverso la migliore produzione degli artisti gemonesi del tempo.
Non sappiamo tuttavia chi fossero i trenta “artieri” ai quali egli si rivolse affinché donassero un’opera, ciascuno nel proprio settore di competenza. Il progetto, volto a incrementare le collezioni comunali attraverso lasciti e donazioni, non si realizzò a causa della morte improvvisa di Baldissera e per il disinteresse degli stessi artisti interpellati. Grazie a qualche donazione e a qualche acquisto, alcune opere di artisti gemonesi entrarono tuttavia a far parte del patrimonio della Civica Biblioteca Glemonense, ora esposte nel museo.
Anche don Giuseppe Marchetti (Gemona (1902 - 1966), appassionato studioso della cultura friulana, in un articolo del 1938, intitolato “ I gemonesi nell’arte ”, menzionò lunghe schiere di artisti, artigiani, architetti e capomastri, vissuti nel corso del XIX secolo e nei primi decenni del 1900, attivi anche all'estero.

A un prospetto per il monumento a Vittorio Emanuele II è affidato il ricordo di un gemonese illustre: l’architetto Raimondo D’Aronco (1857-1932).
Nella sezione dedicata ai pittori gemonesi che ope¬rarono, nel corso dell'Ottocento e nel primo Novecento, nell’impero austro-ungarico, accanto ai dipinti e disegni di Luigi Fantoni, Tommaso Fantoni, Giacomo e Antonio Brollo, già di proprietà pubblica, sono esposti altri bozzetti concessi in comodato da collezionisti privati per integrare la documentazione in possesso del Comune. Nella sezione “Pittori emigranti nell’impero” sono presenti bozzetti per affresco di Francesco Barazzutti e Osualdo Bierti; in quella intitolata “I gemonesi nell’arte” alcune belle vedute di Giuseppe Barazzutti (1890-1940), un dipinto d’impostazione drammatica (Fucilazione di via Spalato) di Francesco Bierti (1901-1999). E’ una “Guernica friulana” che rievoca, nei modi del pittore autodidatta, il tragico episodio avvenuto a Udine nell’aprile 1945.Tra i giovani partigiani fucilati c’era anche Leandro, il fratello ventenne del poeta Tosco Nonini. Il percorso si conclude con l’opera donata più recentemente: una veduta di Gemona del 1927 di Arturo Barazzutti (1899-1985), dono al Comune della figlia Vittoria.